Roberto Gerussi

Pavimentazioni in porfido

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Il Porfido

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Il Profido

 

 

Il porfido è un tipo particolare di roccia di origine vulcanica diffuso in Italia particolarmente nella regione Trentino Alto Adige.

Queste rocce, estremamente varie e differenziate, sia per modalità di formazione, sono conseguenza di un'intensa attività vulcanica iniziata 260 milioni di anni fa e proseguita per molti milioni di anni in un continuo succedersi di fasi eruttive e fasi di stasi.

Fra le varie modalità di deposizione di queste rocce, particolare importanza assumono le ignimbriti, poiché sono queste che hanno dato origine al porfido.

Si tratta di colate di miscele liquido-gassose con spessori variabili da 5 a 10 metri e con un chimismo abbastanza costante, fino a costituire la cosiddetta unità ignimbritica, che raggiunge centinaia di metri di spessore.

Il porfido attualmente coltivato è limitato ad una di queste unità ignimbritiche, classificata come ignimbrite riolotica e caratterizzata da fessurazione verticale e frattura di percussione molto nette, indispensabili per la lavorazione del porfido.

La composizione chimica (oltre il 70% di silice, circa il 14% di allumina, 18% di alcali e piccole percentuali di ferro, calcio e magnesio), quella mineralogica (cristalli di quarzo, di sanidino e di plagioclasi ed in misura minore di biotite e di pirosseni immersi in pasta vetrosa) e la struttura marcatamente porfirica determinano, oltre alla lastrificazione, le caratteristiche tecniche (elevato carico di rottura a compressione, elevata resistenza all'attacco di agenti chimici, elevato attrito radente e volvente) che fanno del porfido uno dei più importanti materiali da pavimentazione e da rivestimento in Europa.

Il porfido  è una roccia magmatica che costituisce una delle ultime unità effusive del complesso vulcanico di età permiana (260 M.a.) della regione atesina. La struttura della roccia è porfirica con 35-40% (in volume) di minerali ben cristallizzati in una pasta di fondo microcristallina o vetrosa. I minerali sono, in volume ed in ordine decrescente di abbondanza: quarzo, sanidino, plagiocasio, rara biotite. La roccia non è alterata ed è naturalmente suddivisa in lastre verticali con spessore da 3 a 20cm.

Altri dati utili a questo link http://www.architetturadipietra.it/pietre/ricerca.php?id=1995

 

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